Studio Dentistico Pulcini Dentista a San Benedetto del Tronto

Bruxismo: cause e trattamento per chi digrigna i denti.

Il bruxismo (dal greco βρύχω digrignamento dei denti) è un’attività parafunzionale che consiste nell’inconscio sfregamento o serramento dei denti.

Può essere causa di una graduale usura delle superfici dentali, dell’insorgenza di dolorabilità dell’articolazione temporo-mandibolare, affaticamento dei muscoli masticatori o cefalee tensive. L’abrasione delle arcate dentarie può divenire invalidante sia dal punto di vista funzionale, impedendo la corretta funzione masticatoria, cosi come dal punto di vista estetico.

La diagnosi differenziale è di fondamentale importanza. Il bruxismo può, infatti, essere classificato in bruxismo diurno e bruxismo notturno.

Il diurno, che si manifesta appunto durante le ore di veglia, è contrariamente alla credenza comune il più diffuso(con una prevalenza del 25% circa della popolazione adulta). E’ considerato una reazione inconscia a momenti di stress, concentrazione o rabbia oppure un vero e proprio tic nervoso.

Il bruxismo notturno, presente nell’8% della popolazione adulta durante le ore del sonno, è stato recentemente classificato come disturbo del sonno.

Seppure può essere causato da periodi di stress o stati ansiogeni, la letteratura individua nella Sindrome Ostruttiva delle Apnee Notturne (OSAS) il principale responsabile della sua insorgenza. Sembra, infatti, essere causato da ‘microrisvegli’ (micro-arousal)  che consistono in aumenti dell’attività cardiaca, muscolare e respiratoria in risposta a un deficitario ingresso d’aria nell’organismo.

Il bruxismo può inoltre essere secondario a determinate patologie (Parkinson, autismo, Tourette), all’utilizzo di alcuni farmaci( SSRIs) o all’abuso di particolari sostanze( alcool, nicotina, caffeina ,cocaina). In questi casi l’anamnesi assume un ruolo primario nell’individuazione dei fattori predisponenti il cui adeguato trattamento permette una miglioria delle manifestazioni cliniche.

Nonostante non vi sia una chiara evidenza scientifica a riguardo, alcuni casi di bruxismo sembrano poter essere correlati all’assenza di uno stabile rapporto occlusale tra le due arcate dentarie. Ricreare un adeguato schema occlusale, permette in questi casi di ridurre il continuo digrignamento in cerca della stabilità.

La corretta diagnosi risulta quindi  l’elemento chiave nella scelta del trattamento più idoneo.

Il trattamento del bruxismo diurno consiste fondamentalmente nell’educazione e nella presa di coscienza da parte del paziente circa la sua problematica con lo scopo di diminuire ed evitare gradualmente l’attività parafunzionale.

In caso di bruxismo notturno, invece, la polisonnografia (registrazione di parametri fisiologici durante il sonno) permette di individuare la presenza di apnee notturne. In tal caso la severità delle stesse indirizza il clinico verso il trattamento più efficace che va dalla fabbricazione di un dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD) nei casi piu lievi, alla realizzazione di procedure chirurgiche nelle situazioni più gravi con lo scopo di aumentare il passaggio d’aria.

In tutti i casi di bruxismo notturno non correlato ad apnee notturne o secondario a fattori causali che non possono essere adeguatamente controllati o risolti, l’utilizzo di un bite nelle ore di sonno è considerata la miglior opzione terapeutica che permette di evitare l’usura dentale. Tali dispositivi devono essere fabbricati in acrilico rigido dato che l’utilizzo di bite morbidi sembra addirittura incrementare l’attività parafunzionale.

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